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Liste di attesa sanitarie, fissati indirizzi e azioni per il 2025

di Toscana Notizie

La giunta regionale, su proposta dell’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini, investirà circa trenta milioni di euro per contenere i tempi di interventi chirurgici, visite specialistiche e diagnostica. Il piano per l’anno 2025 è stato approvato nel corso dell’ultima seduta di giunta. Due saranno le leve. La prima riguarda la produttività aggiuntiva dei professionisti del sistema sanitario pubblico (ore in più di lavoro su obiettivi mirati), su cui la Regione investirà diciotto milioni di euro. Parallelamente, laddove necessario, la giunta toscana aumenterà anche la spesa autorizzata per prestazioni svolte nel privato convenzionato. Un aiuto al potenziamento dell’offerta della diagnostica arriverà inoltre da un progetto sperimentale che vede il coinvolgimento dei medici di famiglia, all’interno delle attività che riguardano la medicina di gruppo da svolgere nelle case di comunità.

“Il contrasto e la riduzione delle liste di attesa, che è un problema non solo toscano, rimane una priorità dell’agenda regionale – rassicura il presidente Eugenio Giani -. La nostra sanità pubblica è sul podio delle migliori in Italia. Di fronte all’aumento della domanda di bisogni di salute siamo riusciti a contenere le liste di attesa, investendo anche risorse proprie. Da parte del governo avremmo auspicato altrettanto, ma agli annunci non sono seguiti i fatti”.

“L’impossibilità di utilizzare lo 0,4 per cento del Fondo sanitario nazionale in deroga ai tetti di spesa per contenere le liste d’attesa, che il Governo aveva annunciato, ha creato non pochi problemi – dichiara l’assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini -. Tuttavia siamo riusciti a mettere in campo un pacchetto di misure sostanzialmente in linea con quanto realizzato lo scorso anno”.

Il piano 2025 e i risultati conseguiti nel 2024
Il documento sulle liste di attesa approvato dalla giunta contiene, oltre ad azioni e linee di indirizzo, anche la sintesi dei risultati raggiunti nel 2024. Per quanto riguarda la chirurgia l’anno passato il 92,2 per cento degli interventi oncologici di classe A, ovvero quei casi che possono aggravarsi rapidamente, sono stati effettuati entro trenta giorni dall’inserimento in lista, mentre per gli interventi non oncologici oggetto di monitoraggio la percentuale è stata dell’84,8 per cento, in aumento rispetto agli anni precedenti. Le criticità, su cui la Regione interverrà nel 2025, riguardano gli interventi ortopedici, con una tendenza negli ultimi anni al miglioramento ma non ancora in linea con i risultati precedenti alla pandemia.

Per quanto riguarda la specialistica ambulatoriale, l’offerta sul fronte delle visite nel 2024 è aumentata rispetto all’anno precedente ma sono cresciute anche le richieste, con alcune criticità che persistono per le visite ortopediche, dermatologiche, endocrinologiche ed urologiche. L’81,4 per cento di tutte le prime visitate sono state prenotate entro i tempi massimi previsti in base alla priorità indicata nella prescrizione, con le maggiori criticità di nuovo per visita dermatologica ed urologica.

Sulla diagnostica strumentale, la crescita delle prescrizioni si è raffreddata, esito anche del lavoro svolto sul fronte dell’appropriatezza, e le prenotazioni sono aumentate del 9,5 per cento. Complessivamente nella media ponderata per classe di priorità il 90,8 per cento delle prestazioni oggetto di monitoraggio sono state offerte e svolte nei tempi massimi di attesa.

Tra gli obiettivi del 2025 c’è anche quello di rendere omogenei i tempi di accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali che a volte presentano tempi diversi da territorio a territorio.

Diagnostica ambulatoriale, accordo con i medici di famiglia
A breve partirà un progetto sperimentale di un anno, già annunciato nei mesi scorsi, per potenziare la diagnostica ambulatoriale. Spirometrie ed emogas, elettrocardiogrammi ed holter, ma anche ecodoppler, creatinina e glicata, infiltrazioni contro il dolore ed ancora ecografie a torace ed addome, ai tessuti molli e al collo si potranno fare dal medico di famiglia prossimamente. Per aderire al progetto i professionisti dovranno rispondere all’avviso che sarà pubblicato e certificare la competenze nell’uso delle apparacchiature di diagnosi.

L’obiettivo dell’accordo siglato con il sindacato dei medici punta a migliorare la presa in cura degli assistiti, aumentare l’appropriatezza prescrittiva e ridurre il fenomeno delle liste di attesa.

Le Asl, che entro maggio dovranno presentare le declinazioni territoriali del progetto, metteranno a disposizione le attrezzature, qualora i professionisti ne siano sprovvisti, e con 2 milioni di euro già stanziati dalla Regione per la fase sperimentale si pagheranno i compensi aggiuntivi dei medici: risorse sufficienti per attivare, tra i circa tremila medici di famiglia di tutta la Toscana, 475 percorsi ambulatoriali di primo livello e 475 percorsi di secondo livello.

Sono previsti infatti due livelli di presa in carico distinti, a seconda della complessità dell’esame, e attività diverse a seconda della malattia con cinque percorsi indirizzati alla presa in carico di patologie respiratorie, malattie cardiovascolari, diabete, visite che necessitano di un’ecografia e medicina del dolore.

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