
Ha visto la luce, durante una proiezione privata al teatro delle suore di Porto Azzurro il documentario sul grande tenore elbano Renato Cioni. Prodotto dalla PopCult di Bologna in collaborazione con la Cosmomedia di Stefano Muti e con il sostegno della Gestione Associata del Turismo dell’Isola d’Elba e diretto dal regista Stefano Muti, il film ripercorre la vita e la carriera di un grande artista, di un tenore che ha cantato al fianco delle più luminose stelle dell’universo lirico del ‘900, quando la lirica era al massimo del suo splendore. Ad assistere alla proiezione, gli invitati dal regista e dall’amministrazione comunale rappresentata in sala dal sindaco Maurizio Papi. La serata so è aperta con un intervento del primo cittadino che dopo avere salutato gli invitati ha raccontato le motivazioni che lo hanno spinto a coinvolgere la Gat a partecipare alla realizzazione del documento filmato. “ Renato Cioni ha portato il nome dell’Elba in tutto il mondo – ha detto il sindaco – calcando i palcoscenici più importanti e se Portoferraio è la città di Cosimo e l’Elba l’isola di Napoleone è anche l’Isola di Renato Cioni, un illustre concittadino, artista di grandissimo livello e uomo di grande spessore”. Renato Cioni che nasce a Portoferraio il 15 aprile 1929 da una famiglia di pescatori, è l’esempio di un valido artista di umili origini, che riuscì meritatamente a ritagliarsi il suo spazio in un’epoca in cui emergere, non era certamente semplice. Renato Cioni si è raccontato in un’intervista del 2012 realizzata al teatro dei Vigilanti ora a lui intitolato. Le origini, l’inizio della carriera, i grandi artisti con cui ha lavorato, la famiglia e infine il ritorno all’Elba. 50 minuti intensi e a tratti commoventi. Il documentario contiene inserti di repertorio della carriera dell’artista e ha una colonna sonora che contiene momenti indimenticabili di quel periodo. musica lirica.“In questo progetto vi è un legame profondo e personale che va al di là della semplice ammirazione per il talento artistico di Renato Cioni – ha raccontato il regista Stefano Muti – Dal 2012, anno in cui ho realizzato la video-intervista a teatro, sono rimasto colpito dalla grande umiltà e umanità di quest’uomo. A dieci anni dalla sua scomparsa, nell’anno in cui l’UNESCO ha proclamato il canto lirico italiano patrimonio immateriale dell’umanità, ritengo che questo è il momento giusto per rendere omaggio a questo grande uomo e artista”. La serata è stata condotta da Paolo Chillè direttore del giornale on line ElbaPress.it