I Risultati del 3° Rooting Lab del progetto CO2 PACMAN

Cooperazione, innovazione e sostenibilità per la Neutralità Climatica dell’Isola d’Elba

Si è conclusa lo scorso 11 febbraio, negli spazi della Sala La De Laugier e la Gattaia (Portoferraio) all’isola d’Elba, la prima giornata del 3° Rooting Lab del progetto europeo CO2 PACMAN, finanziato dal programma Interreg Euro-MED. L’evento, che ha visto circa settanta partecipanti (tra cui partner, rappresentanti istituzionali, piccole e medie imprese), si è articolato in tre giornate di incontri e confronti, con tappe l’Isola d’Elba (11-12 febbraio) e Firenze (13 febbraio). Obiettivo del progetto è promuovere comunità sostenibili e resilienti con strumenti strategici e politiche efficaci nell’ambito della decarbonizzazione.
Nei progetti europei di cooperazione, i ‘laboratori di radicamento’ (Rooting Labs) hanno l’obiettivo di consentire una concreta ed efficace presa di contatto con le specifiche realtà territoriali pilota. Questo è quanto accaduto durante il Lab all’Elba, dove le realtà locali si sono dimostrate particolarmente favorevoli a realizzare sinergie, volte allo sviluppo di soluzioni efficaci per la transizione ecologica. Durante la sessione a Portoferraio il progetto è stato presentato ad
amministratori locali e cittadini, aprendo un primo dialogo costruttivo sulle opportunità di azioni e finanziamento per la neutralità climatica.
A ribadire l’importanza del coinvolgimento delle istituzioni locali è stato poi Curzio Cervelli, Coordinatore del Joint Secretariat del programma Interreg Euro-MED, che ha evidenziato come la partecipazione attiva del Comune di Portoferraio rappresenti un valore aggiunto per il progetto CO2 PACMAN, affermando: “È fondamentale che enti locali come il Comune di Portoferraio possano beneficiare direttamente di questa immensa fonte di informazioni e avere un accesso privilegiato, quale partner associato, ai lavori svolti”.
Nel corso della mattinata, il dibattito si è concentrato sui percorsi di decarbonizzazione per territori e isole, con particolare attenzione alle possibili strategie da sviluppare nell’Isola d’Elba. Vi hanno partecipato sindaci,
l’associazione dei cittadini Marevivo, la società Elbana Servizi Ambientali, il presidente degli albergatori, architetti e i CEO di alcune principali aziende dell’Elba. È stato presentato il primo bilancio preliminare delle emissioni di gas
serra dell’isola, ed è stata illustrata un’analisi delle caratteristiche del territorio. Tra i relatori, Michela Chiti (Provincia di Livorno, Progetto PROMOTER, Interreg Europe), Antonio Melley (Direttore del Settore Mare di ARPAT – Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana) e Umberto Mazzantini (Responsabile nazionale delle isole minori di Legambiente e responsabile di Legambiente Toscana Mare), Saverio De Francesco (ANCE Toscana), Luigi Cipriani (Regione Toscana), Fausto Ferruzza (Referente Paesaggio Legambiente), e Domenico Zaccaria (Soprintendenza Province di Livorno e Pisa). Sulla base del bilancio preliminare delle emissioni di gas serra e degli interventi dei vari relatori presenti, è stato condotto un laboratorio partecipativo, che ha permesso di individuare
punti di forza, debolezze, opportunità e sfide legate al percorso di transizione ecologica: utilizzo delle risorse naturali con tecnologie non invasive, sviluppo delle Blue Energy (cosiddette energie del mare), educazione culturale dei cittadini, cooperazione tra le amministrazioni locali, comunicazione attiva dei risultati di progetti di sostenibilità. Connesso a tale percorso il progetto prevede lo sviluppo di un tool, di cui le amministrazioni e la cittadinanza potranno usufruire gratuitamente. Lo scopo è aumentare la consapevolezza della situazione ambientale dell’isola per comprendere le possibili misure e scenari che possono contribuire al raggiungimento della decarbonizzazione.
Un focus specifico della giornata è stato inoltre dedicato alla gestione e pianificazione del paesaggio, evidenziando la necessità di integrazione della decarbonizzazione nelle politiche locali, valorizzando il patrimonio naturale e
culturale dell’isola.
Nel pomeriggio, l’Open Innovation Collaborative Action ha favorito un dialogo diretto fra esigenze del territorio e soluzioni innovative proposte dal mondo imprenditoriale locale, grazie alla partecipazione di Seares, CER-Isola d’Elba,
Arrighi, Acqua dell’Elba ed Elba Energie. Acqua dell’Elba ha presentato il progetto “Elba 2035”, incentrato sulla sostenibilità e la protezione ambientale dell’isola. CER-Isola d’Elba, ha illustrato come la collaborazione locale, tra produttori di energia e consumatori, contribuisca a ridurre l’impronta di carbonio e a favorire la sostenibilità. L’azienda vitivinicola Arrighi ha portato l’esperienza di come un’azienda a conduzione familiare possa tutelare il territorio e la biodiversità dell’isola, attraverso azioni e iniziative che coinvolgono enti di ricerca, artisti locali e cittadini. Infine, Elba Energie ha mostrato il suo impegno nello sviluppo di soluzioni energetiche rinnovabili per garantire maggiore indipendenza e sostenibilità all’isola.
Grande interesse ha suscitato la mostra degli studenti di Architettura del Paesaggio dell’Università di Firenze, dedicata all’integrazione paesaggistica della transizione energetica specifica dell’Isola d’Elba. L’esposizione rappresenta un
contributo creativo e scientifico per ripensare la sostenibilità ambientale in chiave locale e transnazionale.
Al termine della giornata, l’incontro con Silvia Moroni, green content creator del progetto Parla Sostenibile, ha permesso di coinvolgere i cittadini nelle attività di engagement, previste dal progetto CO2 PACMAN, dimostrando l’importanza della partecipazione attiva di ogni singolo cittadino nelle azioni di decarbonizzazione.
Il 3° Rooting Lab si è rivelato un’importante occasione per trasformare l’interesse condiviso per la transizione ecologica in un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti. Grazie al dialogo aperto tra istituzioni, imprese e cittadini, l’evento ha favorito la costruzione di una visione comune, evidenziando la necessità di un approccio integrato, inclusivo e pragmatico. Questo processo ha permesso di consolidare strategie operative basate sulla collaborazione e sulla co-creazione, ponendo le basi per azioni efficaci e durature verso la neutralità climatica in una visione sistemica e di cooperazione, così importante per un’isola.
Perché è così difficile pianificare nella direzione della neutralità climatica? È possibile dare supporto pratico per aiutare nella transizione? Come si può contrastare lo scetticismo e l’opposizione alle rinnovabili soprattutto derivanti da
NIMBY? È possibile avere una facilitazione nella transizione dal punto di vista finanziario? Le scuole e le università sono pronte ad insegnare agli studenti come approcciare la decarbonizzazione?
CO2 PACMAN cerca di rispondere a tutte queste domande attraverso una serie di azioni e di strumenti: dati reali, un tool che serve a delineare scenari di decarbonizzazione, un’indagine Ask Your Citizen on Carbon Neutrality rivolta ai
cittadini, una Youth Think Tank activity svolta nelle scuole, l’Open Innovation Collaborative Action che vede il coinvolgimento delle aziende elbane, ed esperienze di visualizzazione 3D tramite realtà virtuale.
Vi aspettiamo, dunque, al prossimo laboratorio “The Island I Would Like”.
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Il programma e tutti i dettagli del progetto sono disponibili sui siti ufficiali e sui canali social di CO2
PACMAN.
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● YouTube: https://www.youtube.com/@CO2PACMAN
● Sito del progetto: https://co2pacman.interreg-euro-med.eu/

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