
Gli alunni della scuola primaria di Marciana incontrano il poeta Antonio Berti. E’ stato il terzo incontro nell’ambito del progetto “A Veglia” , proposto dalle insegnanti per far conoscere e recuperare le tradizioni del versante occidentale. Il poeta ha dialogato con i bambini. E’ andato ad incontrarli a scuola, dopo che già li aveva accompagnati, la settimana precedente, sul sentiero dei poeti a Patresi, il luogo scelto proprio per leggere le poesie che costellano il sentiero e per riflettere. Mercoledì mattina in classe è stata letta la poesia “Il gabbiano” scritta da Antonio Berti “con gli occhi chiusi – raccontano le insegnanti – immaginando una realtà semplice, nitida che scalda il cuore: l’amicizia tra Bruno il pescatore e il gabbiano, che tutte le mattine lo attende arrivare sopra la bitta”. Antonio ha proseguito raccontando i ricordi della sua infanzia . “Aveva gli occhi lucidi – ricordano ancora – ed è stato toccate intravedere la sua emozione”. I bambini subito dopo hanno fatto delle domande che hanno dato modo di parlare dei sentimenti quali la gentilezza e la gratitudine. Si è parlato poi delle feste di una volta che venivano celebrate donando il ceppo, un dono fatto dai più piccoli contenente frutta secca, arance e il giocattolo desiderato. Infine un accenno al modo di comunicare, l’idioma. Sono state descritte parole come “aveggio” che significa pentola, oppure “aronchiato”, che significa piegato , “calcerotto” , che identificava una persona che non aveva cura di sé e anche modi di dire come “lavata di capo” (una sgridata), “insaccare le spalle” (fregarsene), “hai le ruzze” (vuoi scherzare). Berti ha poi salutato i bambini esortandoli ad “imparare ad ascoltare e a leggere, leggere tanto”.