
Con la legge 24 settembre 1840, il Governo Toscano provvide a regolare più equamente la procedura degli espropri dei terreni ferriferi. Fu il famoso Motuproprio che consentiva all’Amministrazione delle Miniere di espropriare, a suo insindacabile giudizio e senza alcuna formalità, tutti i terreni che riteneva utili alla propria attività che erano, in genere, appezzamenti vicini al paese dedicati all’agricoltura.
(Tratto dal libro “Porto Azzurro nascita, vita e vicende” di Valdo Vadi e “L’Elba s’è desta”).