Salvataggio Moby, omologato il concordato preventivo

La Msc di Aponte potrà ora entrare al 49% nel gruppo armatoriale di Vincenzo Onorato

Moby ha annunciato che “con Decreto emesso in data  5 maggio, la Corte d’Appello di Milano ha rigettato l’unica azione di opposizione promossa da Grimaldi Euromed Spa confermando l’omologazione del concordato preventivo di Moby e Compagnia Italiana di Navigazione (Cin) già raggiunta con Decreto del Tribunale di Milano emesso il 24 novembre 2022”. A relderlo noto è un articolo del quotidiano specializzato shippingitaly.it .

La nota della ‘balena blu’  – si legge nell’articolo – aggiunge che “ancora una volta gli Organi di Giustizia hanno chiarito e accolto tutte le difese avanzate da Moby e Cin, rigettando in toto le pretese del concorrente Grimaldi che, negli anni, ha capziosamente e infondatamente ostacolato e rallentato il processo di ristrutturazione delle società del Gruppo Moby attraverso azioni volte ad impedire la prosecuzione del piano concordatario approvato con il voto favorevole di circa il 90% dei creditori Moby e già omologato dal Tribunale di Milano il 24 novembre 2022”.

La Corte d’Appello anche in questa occasione ha condannato Grimaldi al pagamento delle spese processuali in favore di Moby e Cin.

“Contro il comportamento pretestuoso e scorretto di Grimaldi” la società controllata da Vincenzo Onorato (e nella quale si appresta ora a entrare al 49% il Gruppo Msc di Gianluigi Aponte) “riserva di tutelarsi nelle opportune sedi e con ogni azione legale volta a difendere il proprio piano di ristrutturazione e l’operato dei propri collaboratori”.

Questo procunciamento dovrebbe a questo punto aprire definitvamente le porte del salvataggio per il gruppo Moby, nel quale la Msc di Gianluigi Aponte entrerà con una quota pari al 49% non appena il concordato preventivo sarà omologato dal tribunale di Milano. Già a metà luglio dello scorso anno il colosso ginevrino (che in Italia controlla anche Grandi Navi Veloci), presso lo studio del notaio Igor Gregorini di Roma, si era impegnato a sottoscrivere ed effettuare un aumento di capitale in Moby per 150 milioni di euro. Una cifra che inizialmente doveva essere limitata a 82 milioni di euro utili per l’accordo di saldo e stralcio con Tirrenia in Amministrazione Straordinaria (a fronte di un debito i 180 milioni sorto con l’acquisto dell’ex compagnia pubblica Tirrenia nel 2012).

L’ultimo aggiornamento del piano di salvataggio concordato fra Gianluigi Aponte e Vincenzo Onorato prevede che il primo possa evitare la vendita del business dei rimorchiatori (attivi in Sardegna) e che possa anche sostituirsi alla società cinese di leasing Icbc nell’acquisto e successivo noleggio dei due nuovi traghetti ordinati e costruiti in Cina dal cantiere Gsi per Moby.

Gli ulteriori particolari finanziari dell’accordo sono contenuti nell’articolo di shippingitaly.it .

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