
Una “nave per la pace e per la vita” costruita dai ragazzi: attraversa il rione Traiano, a Napoli e manda un messaggio di speranza per Natale. Questo il senso del progetto di “Archeologia sperimentale” che ha portato alla realizzazione del modellino romano, del primo secolo avanti Cristo. La pianta dell’imbarcazione è stata recuperata a seguito del ritrovamento di una nave oneraria nei pressi dell’isola d’Elba precisamente a Procchio. I lavori hanno coinvolto oltre trenta ragazzi di un istituto scolastico del posto, fuori dall’orario scolastico e seguiti da maestri d’ascia dell’associazione di Falegnameria Sociale. Questa iniziativa di grande valore sociale porta anche a conoscere la ricchezza dei relitti che si trovano nel mare dell’isola e nella fattispecie: nel fondale del mare del golfo di Procchio sono presenti due relitti di epoca romana.
Il più famoso, posto a venticinque metri di distanza dalla spiaggia di Campo all’Aia alla profondità di poco meno di due metri, è il relitto di una piccola nave oneraria romana.
Era probabilmente un’imbarcazione da trasporto costiero di piccolo cabotaggio, lunga circa 20 metri, larga circa 6 metri e alta circa 3,5 metri con albero a vela quadra.
Dal relitto, naufragato probabilmente tra il 160 e il 180 d.C., emersero una gran quantità di manufatti, integri o frammentari, appartenenti al carico o all’utensileria di bordo: una quantità di anfore di vario tipo prodotte in Gallia e in Africa, olle e piatti usati dal personale di bordo, manufatti vitrei e metallici, ceramiche e perfino i resti ossei di un piccolo cane e di un topo di stiva.