
“Il complesso delle Grotte non è una villa marittima romana perché mancano ambienti residenziali tipici delle ville, ma non per questo meno importante”. Sono le considerazioni del professor Franco Cambi, dell’Università di Siena, a conclusione della terza campagna di scavi nel sito di quella che fino ad ora abbiamo conosciuto come Villa Romana delle Grotte. “Questa non è una villa – ha spiegato Cambi – Si sapeva, e lo si vede ancora, che l’acqua ha avuto un ruolo fondamentale nell’architettura del complesso romano, per le terme, le tubature, tante piscine e giochi d’acqua, le grandi cisterne”. Mai come ora però il ruolo di questo elemento aveva assunto un rilievo così fondamentale, tanto da farlo diventare il cuore delle nuove indagini in corso. Le ricerche sono coordinate dal professor Franco Cambi, Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena, con gli archeologi Laura Pagliantini, Edoardo Vanni, Federico Saccoccio e Claudia Abatino, con la collaborazione e direzione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno, Lorella Alderighi. Sono finanziate dalla fondazione tedesca Wissenschaftsförderung gGmbH.